Si scrive #JeSuisCharlie, si legge #JeSuisLaLaïcité


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di Claudia Svampa

Questa vignetta, apparsa oggi su un’altra storica rivista satirica francese, Canard Enchainé, porta la firma di Pancho (all’anagrafe Francisco Graells) matita straordinaria, prima di Le Monde, poi di Canard Enchainé, la testata francese oggi agli onori della cronaca per aver ereditato le minacce di morte e di sorte di Charlie Hebdo da parte dei soliti jihadisti con l’hobby delle stragi.

Sconcerta tuttavia leggere opinioni farfugliate via fb dagli immancabili tuttologi che chiosano sulla presunta blasfemia di testate satiriche con tutta probabilità mai lette. Che argomentano i temi saldi del sentito dire senza aver incrociato l’esistenza di Charlie Hebdo fino ai giorni delle stragi di Parigi. Che disquisiscono di contenuti sacrileghi pur essendo diversamente francofoni e, pur non comprendendone il significato dei testi, si sentono in dovere di veicolare un’opinione (errata) a riguardo.

CharlieHebdo, in verità non ha mai condotto una battaglia contro Maometto, o contro Dio o contro la Madonna o contro le religioni. Charlie Hebdo non è una rivista sacrilega, é una testata satirica, e evidentemente laica,

Non ha mai usato lo strumento della censura anche quando il tema caldo della notizia riguardava l’Islam, o la pedofilia del clero, o la Chiesa, peraltro – per i malinformati – ben più target della satira di Charlie del tanto citato Maometto.

Dunque, come magistralmente ci commuove l’editoriale di Gèrard Biard su CharlieHebdo tornato oggi in edicola dopo la mattanza in redazione, ” speriamo che a partire da questo 7 gennaio 2015 la difesa incondizionata della laicità invada il mondo intero […] non una laicità parziale ma la laicità incondizionata, punto. Solo questa racchiude in se l’universalità dei diritti, l’esercizio dell’uguaglianza, della libertà, della fratellanza, del rispetto delle donne […] Solo il laicismo, per paradosso, può permettere ai credenti, a tutti i credenti – come a chiunque altro – di vivere in pace”

Tra un hastag e l’altro di Totti-AlQaeda-Napolitano val la pena ricordare che #JesuisCharlie vuol anche – e soprattutto – dire : “je suis la laïcité”

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