Le poppe with benefits di Kate Middleton


 

di Claudia Svampa

Le conoscevamo piccole, grandi, mosce, sode, rifatte, siliconate, a coppa, a pera, fin anche chiacchierate, ma le poppe censurate, a dire il vero, non le avevamo ancora sperimentate. Da ieri le tette di Kate Middleton sono invece sotto censura. Vietato pubblicarle sulle riviste e sul web, sui media e, seppur non specificato, anche sulle tazzine dozzinali dei souvenir stores.

Se a lei é permesso esporle al vento, ai suoi sudditi non é comunque consentito guardarle. Giù la testa, perché trattasi di auguste poppe with benefits, anche se i benefici di rango della duchessa ci ricordano molto da vicino quelli di un noto marchese romano: “”« Ah… me dispiace, ma io so’ io… e voi non siete un… »

Se tra una rivolta islamico-salafita che incendia il mondo arabo e le ambasciate occidentali, e un presidente di regione che invoca l’infradito e la spiaggia per una grande fuga da una grande truffa, ci si ritrova a doversi seriamente occupare del diritto di pubblicazione delle foto che immortalano il  moderatissimo seno all’aria della moglie del futuro Re d’Inghilterra, é certo che siamo veramente e deliberatamente finiti a tappeto.

Il dito e non la luna resta il focus preferito dei momenti di crisi, per gli italiani in primis, e per la stampa al seguito.

E il dito indica quei due pallidi e delicatissimi cupcakes reali che al massimo divideranno opinione pubblica e pediatria ufficiale sulla qualità dell’allattamento che le mammelle di Kate sapranno offrire al futuro erede dei Windsor.

Nulla in confronto all’esplosione di sensualità e sessualità generata dal fondoschiena della sorellina Pippa, sapientemente fasciato, abbottonato e illuminato dall’abito indossato alle nozze, e che ha fulmineamente fatto il giro del mondo e acceso fantasie planetarie.

Ma Pippa, all’epoca, si fece una colossale risata sull’accaduto e la storia lì finì. Ecco qualcosa da imparare dalla sorellissima ironica la candida Kate ce l’avrebbe: sbarazzarsi di quell’aria perennemente imbarazzata da adolescente ingenua e obbediente e andare a fare un giro di risate e di shopping con la sorella più sveglia e più intrigante.

Comprensibile che a Buckingham Palace non dovevano averla presa troppo bene e che qualche sonora bacchettata per la condotta maldestra la candida Kate doveva averla ricevuta. Ragionevole anche che  l’ex-premier britannico John Major (soprattutto tutore di William e Henry dopo la morte di Lady Diana) non avesse minimamente gradito lo scoop scandalistico e per di più non fosse un simpatizzante del Cavaliere a prescindere, ma attribuire paternità e responsabilità dell’accaduto a Berlusconi per non aver censurato i direttori dei suoi giornali scandalistici appare davvero fuori ogni comprensibile misura.

Richiesta di censura invocata dalle colonne di Repubblica attraverso un botta e risposta prolungato fra Francesco Merlo, autore delle accuse di lesa maestà all’indirizzo del patron della Mondadori e Marina Berlusconi dove, spiace dirlo per la categoria giornalistica ormai alla frutta, spicca per lucidità e logica  la primogenita di Arcore.

Riguardo per i Windsor? Ma quale riguardo invoca Merlo  quando lo scoop dei fotografi non viola alcuna legge ed é frutto di una leggerezza della duchessa disattenta ai possibili rischi nell’esporsi in topless in un luogo accessibile ai paparazzi? Ma quale rispetto per la famiglia reale c’é nell’argomentare diritti sulla non pubblicabilità che equivale alla non punibilità per rango?

Kate Middleton non é un’adolescente, né un’ Elisabetta Tulliani qualsiasi, che con due minacce ringhiate  dagli studi legali e una pennellata di calce bianca in rete – errore 404 file not found – sperava di censurare immagini del suo passato non consone alla sua attuale vita accanto al presidente della Camera.

Proprio perché consorte del futuro Re e non velina la moglie di William é la prima a doversi assumere personalmente la responsabilità di ogni suo gesto e di ogni sua azione davanti al popolo britannico e al mondo intero. Anche delle minuterie, come l’essersi lasciata sorprendere in topless dai paparazzi. Senza che nessuno tribunale ne svaluti,  come accaduto, la futura Altezza  chiedendo per lei umilianti  e poco onorevoli favoritismi di rango.

Dio salverà ancora le regine, a patto che le regine rimangano quelle di Cuori. Per le regine di Poppe and with benefits, non rimane che la mesta salvezza terrena, via sentenza.

Per il resto, come conclude la lettera a Repubblica di Marina Berlusconi  pubblicata nei giorni scorsi “meglio riflettere piuttosto sui gravissimi guasti che al civile confronto fra le idee in questo Paese ha provocato un giornalismo così irrimediabilmente intossicato”.

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Comments
One Response to “Le poppe with benefits di Kate Middleton”
  1. squirtallegra ha detto:

    ihihih anche noi le abbiamo commentate..!!
    dici è da levarsi allora la foto di tali zinne censurate?

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